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Cronache dell'Antico Regno


Storia dell'Antico Regno

Molte leggende si narrano nell'Antico Regno. Storie di creature incantate e di mostri nascosti nell'ombra; racconti diversi fra loro, alcuni magici, altri incredibili. Arduo è distinguere la fantasia del popolo dal volere degli Dei, così come alcune storie mutano nel tempo e nello stesso si perdono. E di una di queste storie, oggi, vogliamo parlare... E' stato scritto, in un tempo assai lontano, di un magico oggetto, dai grandi e forse sconosciuti poteri. C'è chi dice che fu Anash a creare lo stesso, infondendo in esso una parte del suo potere e che cadde sulla fredda terra del Regno, con lo scopo d'esser trovato da un cuore puro per cancellare così la scia di efferati delitti che, da tempo, dilaniavano i cuori del Regno. Ma il potere oscura anche i cuori più nobili ed ecco che, nel piano dei seguaci del Dao fece capolino la tenebra, che con le sue spire manipolò l'umano impedendo la riuscita del piano. Diverse cose da allora si dissero: c'è chi sostenne che Anash, sentendosi tradita dallo sciocco umano, usò il suo potere per punirlo, impedendogli di usare il magico dono. Altri sostengono che, per sua volontà, Esso scomparve per sempre Suscitando l'ira dei cospiratori. Di quell'uomo non si conosce il nome e forse nemmeno la storia. Dell'oggetto nessuno sa la forma, anche se molti hanno affermato il contrario, scoprendosi poi in totale disaccordo fra loro. Passarono le stagioni, cambiarono i tempi e per molto questa storia si perse. Finchè un giorno, qualcuno tornò a narrarla agli angoli delle strade con lo scopo di incantare i fanciulli, oppure spaventarli, chi può dirlo? Quale voce nel vento parlò di questa leggenda? A nessuno è dato saperlo Come per magia nacque, così ricomparve dopo secoli di silenzio. E da semplice storia, divenne di nuovo fonte di discussione, divisione e sospetto. Fra alcuni gruppi si sparsero di nuovo voci che parlavano di cospirazione, che si accusavano a vicenda di avere sottratto il prezioso oggetto e di averlo nascosto così da non condividere il suo potere con gli altri. E mentre le voci serpeggiavano tra il Regno del Mortis e la Città della Luce, la valle più quieta sicuramente era quella fra le foreste ai confini orientali del Regno. Fra popoli magici e creature figlie della Natura stessa, poco interesse viveva per questa storia antica. Ma davanti ai loro occhi, lentamente, le fiamme si accendevano e per timore che quella follia giungesse anche ove ora regnava la pace, il popolo della foresta si rinchiuse nel silenzio, isolandosi sempre di più dalle città. E le preghiere a Hieron furono le uniche voci che rieccheggiarono a lungo fra le fronde.

Il Fato
11/03/2011